Mi piacciono i gusci.
In questo caso, il plurale non è stato messo lì per caso. Mi piacciono le culle, le mura, i materassi in lattice, i comodini, i libri in disordine, il pianoforte in un angolo, i poster e tutto ciò che si può trovare in una casa. Quando le stronzate altrui, che solitamente ignoro o sopporto, rischiano di spezzare i miei nervi e di spingermi a commettere omicidi seriali, allora basta.
Le mura si alzano e il guscio si chiude per un po'.
Spesso per troppo poco tempo.
Il mio guscio è affollato, se non tollero le persone che deambulano sul Mondo Esterno non riesco a sopportare nemmeno la gente che abita il mio spazio. La folla non mi permette di riconoscermi negli oggetti presenti. Mi somigliano un po', ma non ho vissuto con loro, non li ho scelti io e non li ho voluti in quel momento ma solo dopo.
Il mio guscio mi piace solo quando tutti sono partiti per le vacanze.
Come oggi, ad esempio.
Ma ho detto che mi piacciono i gusci.
Plurale.
Perché non esiste solo questo guscio - per fortuna! Altrimenti sarei in un angolino a dondolarmi, ripetendo in loop le battute di una puntata a caso di Doctor Who -.
Sono alla ricerca del mio vero guscio, della mia destinazione finale dove posso colorare il mio spazio come voglio, dove non devo avere paura di sbagliare delle note sul mio pianoforte, dove posso amare sul mio letto e inciampare fra i fogli per terra.
Lo sto cercando, ma devo aspettare.
La folla si sta sparpagliando, ma qui c'è ancora il loro odore soffocante.
Aprite quella finestra, vi prego.
Visualizzazione post con etichetta oblio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oblio. Mostra tutti i post
domenica 10 agosto 2014
mercoledì 25 dicembre 2013
Natale, ovvero chi lo odia e chi è semplicemente misantropo.
Pargoli.
Non possiamo farci niente, è già Natale e mancano già poche ore alla sua fine. Avete ricevuto i vostri regali? O la crisi-fobia ha assalito anche i vostri amici più stretti? A me basterebbe solo un po' d'ispirazione impacchettata e spedita alla mia porta. Già, ultimamente non riesco a far colare dal mio cervello una sola goccia di concetto sensato. Volevo provare a scrivere una recensione de "La vita di Adéle", ma mi sono resa conto di aver subito le influenze di troppe opinioni. Il guaio è che visito troppo spesso il web e do troppo peso ai pensieri degli altri, trascurando le mie idee...
Io lo so che loro ci sono! Le idee intendo.
Sono piccine e rannicchiate nell'angolino del mio cuore e non c'è nemmeno una torcia che le illumini. Pff, che amarezza. Chi ha un rimedio contro la timidezza dei miei pensieri?
Mi servirebbe un setaccio o un ufficiale nazista nella materia grigia.
"Zu, zu! Idee di merden! Quelle che non zono nostre a destra! Zu forza! Nelle camere a ccass!"
Sto degenerando lo so, ma è l'unico modo che ho per far capire al mondo il disagio che mi assale in questo periodo natalizio.
Ah, la magia del Natale!
Forse è per questo che molti diventano dei Grinch e schifano l'atmosfera di fine Dicembre (in questo discorso sono esclusi i misantropi naturali che schifano tutto e tutti solo perché si credono i più fighi ma non hanno abbastanza palle per mettersi in gioco ... ebbene sì, ce l'ho con loro. Sono una mismisantropa).
Questo è il periodo in cui si tirano le somme.
Una pantagruelica tristezza ti avvolge, viene amplificata dal fatto che è inverno e sta "finendo" l'anno (anche se l'anno per me inizia a Settembre, alla faccia del calendario gregoriano) e inevitabilmente dai fin troppo peso alle cose che non hai fatto o alle cose che non sono andate come ti aspettavi.
Magari sto dicendo delle ovvietà, ma come faccio ad essere serena come le bimbe del Mulino Bianco e della pubblicità del Bauli, quando ho due esami a gennaio e tanti pensieri del cavolo per la testa?
Bah, vado a finire il mio the al cioccolato, magari va meglio.
P.S. Come se fossi in un programma di Caterina Balivo, saluto la mia adorabile Mea che è sicuramente fra i pochi lettori che si cagheranno questo post.
Non possiamo farci niente, è già Natale e mancano già poche ore alla sua fine. Avete ricevuto i vostri regali? O la crisi-fobia ha assalito anche i vostri amici più stretti? A me basterebbe solo un po' d'ispirazione impacchettata e spedita alla mia porta. Già, ultimamente non riesco a far colare dal mio cervello una sola goccia di concetto sensato. Volevo provare a scrivere una recensione de "La vita di Adéle", ma mi sono resa conto di aver subito le influenze di troppe opinioni. Il guaio è che visito troppo spesso il web e do troppo peso ai pensieri degli altri, trascurando le mie idee...
Io lo so che loro ci sono! Le idee intendo.
Sono piccine e rannicchiate nell'angolino del mio cuore e non c'è nemmeno una torcia che le illumini. Pff, che amarezza. Chi ha un rimedio contro la timidezza dei miei pensieri?
Mi servirebbe un setaccio o un ufficiale nazista nella materia grigia.
"Zu, zu! Idee di merden! Quelle che non zono nostre a destra! Zu forza! Nelle camere a ccass!"
Sto degenerando lo so, ma è l'unico modo che ho per far capire al mondo il disagio che mi assale in questo periodo natalizio.
Ah, la magia del Natale!
Forse è per questo che molti diventano dei Grinch e schifano l'atmosfera di fine Dicembre (in questo discorso sono esclusi i misantropi naturali che schifano tutto e tutti solo perché si credono i più fighi ma non hanno abbastanza palle per mettersi in gioco ... ebbene sì, ce l'ho con loro. Sono una mismisantropa).
Questo è il periodo in cui si tirano le somme.
Una pantagruelica tristezza ti avvolge, viene amplificata dal fatto che è inverno e sta "finendo" l'anno (anche se l'anno per me inizia a Settembre, alla faccia del calendario gregoriano) e inevitabilmente dai fin troppo peso alle cose che non hai fatto o alle cose che non sono andate come ti aspettavi.
Magari sto dicendo delle ovvietà, ma come faccio ad essere serena come le bimbe del Mulino Bianco e della pubblicità del Bauli, quando ho due esami a gennaio e tanti pensieri del cavolo per la testa?
Bah, vado a finire il mio the al cioccolato, magari va meglio.
P.S. Come se fossi in un programma di Caterina Balivo, saluto la mia adorabile Mea che è sicuramente fra i pochi lettori che si cagheranno questo post.
giovedì 28 novembre 2013
Ciò che sei. Ciò che copri di porporina.
Perché poi ti ritrovi a cercare negli angoli più impolverati. Ti spaventano tanto le ragnatele posate su quell'angolo retto pieno di storia, ma a volte c'è davvero bisogno di dare una pulita all'oscurità. Pulire solo per capire se è tutto apposto nel nostro caos, nella nostra irrazionalità.
Svet si trova rannicchiata lì e vuole raccontare una storia a tutti noi ...
Ci muniamo di coperte e cioccolata calda per ascoltare un'avventura poco dolce, celata dalla porporina argentata degli anni delle elementari.
Svet si trova rannicchiata lì e vuole raccontare una storia a tutti noi ...
Ci muniamo di coperte e cioccolata calda per ascoltare un'avventura poco dolce, celata dalla porporina argentata degli anni delle elementari.
Sono stata educata a rimanere sveglia ogni notte. L'abitudine mi fa stare ogni sera a pancia in giù a scrivere, con le dita sporche di nero inchiostro e le labbra che sanno di Winston blu e vino rosso. "Maps" degli Yeah Yeah Yeahs si fa prepotente nelle casse, ma posso sentirla solo io in questo quartiere. Sono andati tutti via, li ho cacciati io in questi anni di litigi e angheria. Non dico che avessero sempre torto, ma proprio non riesco a tollerare chi si munisce di finti sorrisi di prima mattina. Gli ho vomitato addosso la verità e se ne sono andati uno per uno. Ricordo ancora quando ho rivelato alla figlia della vicina che sapevo del bambino gettato nella spazzatura.
"Sei lercia come me, ma almeno cerca di ammetterlo"
Si è impiccata e ho quasi sorriso. La verità ha vinto di nuovo sugli stolti.
"Sei lercia come me, ma almeno cerca di ammetterlo"
Si è impiccata e ho quasi sorriso. La verità ha vinto di nuovo sugli stolti.
Non riesco a mangiare da due giorni. Poco male. Non ho nessuno che mi obbliga a farlo ...
... posso decidere di morire di stenti pur avendo il portafogli pieno ...
Ora come ora sono un po' misantropa ... non ho voglia nè di fare la spesa nè di pagare per un'altra bevuta con gli amici.
Sono tutti lì, mi aspettano ma non voglio raggiungerli. So che rimarranno lì, so che non ho bisogno di loro. Oggi ho comprato tre CD da sola, posso continuare a vivere queste ore senza nessuno.
Uno di loro è molto arrabbiato con me. Due giorni fa l'ho sputtanato per benino all'attuale donna che sta frequentando. Lui le teneva la mano, lei si guardava le unghie e mi lanciava sguardi di fuoco.
"Mia cara; è inutile che perdi tempo con lui. Giuro, non ne vale la pena. Tanto non gli si alza"
Ho sentito il crepitio del suo orgoglio maschile ferito, la sua virilità infrangersi sul pavimento del bar. L'ultima stoccata è stata data proprio da lei, con quel suo mezzo sorriso che ha confermato la mia piccola affermazione al vetriolo.
Succede questo a chi prova a ferirmi. Ti prendo, ti accartoccio e ti butto nel mio camino mortale. Tutti vogliono dare una lezione a qualcuno, perché tutti la meritano. Non si può cercare di farla franca quando ti sei comportato di merda, perché molto probabilmente chi hai tentato di scalfire è molto più furbo di te. In quel caso puoi guardarti le spalle, puoi controllare sotto il letto e nell'armadio ... non mi troverai ... sono invisibile più dell'Uomo Nero. Ti entro dentro e ti distruggo dall'interno.
Mi rendo conto ... ciò che sto scrivendo è un gran casino ...
Cerco di rassomigliare a Joyce senza successo, ma chi se ne frega.
Posso mettere insieme le parole come voglio, non sentirò le critiche di nessuno.
Posso continuare a parlare e parlare di niente e di sogni. Posso parlare del ragazzo che mi sta dormendo accanto. Presto si sveglierà e gli chiederò di andare perché non ho voglia di vederlo. Ieri mi sembrava anche bello, ma ora è consumato, sporcato, di seconda mano.
E' un mio piccolo capriccio: ti prendo, ti provo, di sposto.
E' un mio piccolo capriccio: ti prendo, ti provo, di sposto.
So che posso prendere tutti quando voglio ... so che non scapperanno perché loro amano essere catturati dalle Vedove Nere.
E' un bel gioco, mi piace dal "tempo delle mele".
Sono una bambina lercia e capricciosa.
La mia Winston è ormai finita da un pezzo ... la cenere sul lenzuolo e l'odore di bruciato sulle dita ...
Le sniffo un po' prima di rivestirmi.
Le sniffo un po' prima di rivestirmi.
Devi svegliarti ragazzo ... occupi troppo spazio qui. Sì lo so, la stanza è per dure ma mi manca l'aria.
Per favore, va.
Per favore, va.
Ho sonno.
Ho fame.
Ho deciso di comprare qualcosa per me, solo per me.
Bambini, avete paura?
Ho provato a bruciare questa lettera, ma ogni volta si rigenerava nel buio ... è solo una parte della storia che i fanciulli non vogliono ascoltare. Pian piano, goccia a goccia, ingoierò tutta questa brutta medicina ... e forse arriverà anche a piacermi...
Questo post è stato un po' sofferto, ma era necessario.
domenica 3 novembre 2013
Raschiare il fondo della ciotola.
Arrivata sul fondo, in posizione fetale. Ora sento freddo ...
... eppure tutti mi chiamavano "la slava", "la polacca", "la donna Siberiana che non teme la neve"...
I thought I was an Alien
An Alien... Like an Alien...
Perché è così che mi sento con te.
Guardi e buchi le cornee straniere, vedi corrodere la mia dignità sotto i tuoi occhi azzurri e arrossati ... Non sento niente, non mostri niente ... Innalzi una cortina berlinese fra te e la povera Dimitrovna.
Sai recitare meglio di me, che ho conosciuto il palco e la pantomima.
Sai recitare meglio di me, che ho conosciuto il palco e la pantomima.
Sai ridere riecheggiando nella finzione.
Ci hai provato, dici. Non stai insistendo.
Che posso fare per te, messere miope?
Che posso fare per te, messere miope?
Per te niente.
Che posso fare "a te"?
Dunque... vorrei ucciderti ma pare che sia illegale ...
... vorrei schiaffeggiarti ma non amo le commedie napoletane nella vita reale ...
Faccio come te.
Taccio.
Recito come sul vecchio palco delle notti bianche.
Recito come sul vecchio palco delle notti bianche.
Improvviso come durante le mie Jam Session.
Mi hai fatto del male con quell'ultima stoccata, nonostante il regolamento lo proibisse.
Ho affogato Dio nel fumo delle scale e nei liquidi colorati di nebbia. Ho licenziato il tuo pensiero gettandomi sulle ortiche della nausea.
Non voglio più amare niente di te.
Non voglio più cercare quell'odore sulle sciarpe e i vestiti.
Non ci sei più.
Vattene da quì.
Pensavo di essere un'aliena ... probabilmente ho sbagliato pianeta e galassia ...
Torno nella cabina.
Iscriviti a:
Post (Atom)

