Mi piacciono i gusci.
In questo caso, il plurale non è stato messo lì per caso. Mi piacciono le culle, le mura, i materassi in lattice, i comodini, i libri in disordine, il pianoforte in un angolo, i poster e tutto ciò che si può trovare in una casa. Quando le stronzate altrui, che solitamente ignoro o sopporto, rischiano di spezzare i miei nervi e di spingermi a commettere omicidi seriali, allora basta.
Le mura si alzano e il guscio si chiude per un po'.
Spesso per troppo poco tempo.
Il mio guscio è affollato, se non tollero le persone che deambulano sul Mondo Esterno non riesco a sopportare nemmeno la gente che abita il mio spazio. La folla non mi permette di riconoscermi negli oggetti presenti. Mi somigliano un po', ma non ho vissuto con loro, non li ho scelti io e non li ho voluti in quel momento ma solo dopo.
Il mio guscio mi piace solo quando tutti sono partiti per le vacanze.
Come oggi, ad esempio.
Ma ho detto che mi piacciono i gusci.
Plurale.
Perché non esiste solo questo guscio - per fortuna! Altrimenti sarei in un angolino a dondolarmi, ripetendo in loop le battute di una puntata a caso di Doctor Who -.
Sono alla ricerca del mio vero guscio, della mia destinazione finale dove posso colorare il mio spazio come voglio, dove non devo avere paura di sbagliare delle note sul mio pianoforte, dove posso amare sul mio letto e inciampare fra i fogli per terra.
Lo sto cercando, ma devo aspettare.
La folla si sta sparpagliando, ma qui c'è ancora il loro odore soffocante.
Aprite quella finestra, vi prego.
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domenica 10 agosto 2014
martedì 17 dicembre 2013
Why So Serious?
Avrei dovuto scrivere il solito post strappalacrime, ma oggi la giornata è andata meglio del previsto, senza troppi scossoni né di euforia né di depressione in stile Lars Von Trier. Insomma questo 16 dicembre, tiepido e profumato di aria di mare invernale, è stato semplicemente sereno e genuino.
Nella lista c'è qualche libro che molti miei coetanei lettori hanno già letto e che spesso mi spronano a leggere. Appartengono alla categoria di "Oddiodeviassolutamenteleggerlo!".
Vedrò di fare del mio meglio.
Ecco la lista.
Ho passato quasi tutto il tempo nella città tristallegra dove passo le mie ore di studio e sano cazzeggio.
Eh sì lo ammetto: quando hai scelto le amicizie sbagliate si passa molto più tempo a bighellonare fuori dalla facoltà piuttosto che a studiare frustandosi con le ortiche.
Ciononostante ho la coscienza apposto.
Quello che mi fa sentire in colpa è la lentezza con cui sto leggendo Non Buttiamoci Giù. Sono quasi alla fine, mi ha presa tantissimo, ma a volte sono talmente stanca da non aver voglia di fare un tubo, solo di fissare le ragnatele del soffitto e contarle con un certo successo.
Forse per ritrovare il piacere di leggere, o forse perché cercavo ispirazioni varie, o peggio forse perché cercavo una scusa per non studiare, stamani dopo pranzo sono passata dalla Feltrinelli, mi sono guardata intorno e ho stilato una lista di 20 libri da leggere subito dopo aver oltrepassato quelle poche pagine che mi restano di Non Buttiamoci Giù. Ho cercato di raccogliere qualche libro mancante dei miei scrittori preferiti e ho scritto titoli che in qualche modo mi hanno colpita, vuoi per il suono o perché semplicemente mi girava. E' stato come gettare schizzi di vernice qui e là e raccogliere solo i tomi sporcati dalle gocce colorate.Nella lista c'è qualche libro che molti miei coetanei lettori hanno già letto e che spesso mi spronano a leggere. Appartengono alla categoria di "Oddiodeviassolutamenteleggerlo!".
Vedrò di fare del mio meglio.
Ecco la lista.
- Alta Fedeltà (Hornby)
- Ogni cosa è Illuminata (Foer)
- Cronache Marziane (Asimov)
- Sogni di Robot (Asimov)
- Gente di Dublino (Joyce)
- Divorzio a Buda (Marai)
- Ballate (Benni)
- Dopo il Banchetto (Mishima)
- La donna Abitata (Belli)
- Il teorema del pappagallo (Guedj)
- La scopa del sistema (Wallace)
- Sostiene Pereira (Tabucchi)
- Due (Nemirovsky)
- Il genio e il Golem (Wecker)
- Martha Quest (Lessing)
- Middlesex (Eugenides)
- Serpenti a Sonagli (Welsh)
- Medea (Christa Wolf)
- In Transiberiana (Pellegrino)
- L'amore è un Dio (Cantarella)
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lunedì 28 ottobre 2013
I consigli impliciti delle copertine
Giubilo in tutto il villaggio! Ho trovato un libro rapitore!
Dovevo completare una saga fantascientifica, ma ho deciso di prendermi una pausa di riflessione. Non sono più psicologicamente preparata a leggere una serie di libri tutta d'un fiato dai tempi di Harry Potter. La mia povera mente duttile e malleabile viene assorbita dagli universi fantastici della carta stampata, tanto da sentirsi fin troppo coinvolta emotivamente, quindi ho bisogno di qualche libro leggero da intermezzo fra un tomo e l'altro.
Ultimamente mi ero dedicata ai tascabili da 0.99 cent della Newton Compton (hanno dei traduttori davvero inetti, ma capitemi, i denari soppochi). Ho comprato Bulgakov, Seneca e Lovecraft (tanto amore!).
Anyway, stamattina mi sono spostata dal paesello rurale alla città per l'uni e, avendo un po' di tempo libero prima di gettarmi nello studio matto e disperatissimo, ho deciso di recarmi alla Feltrinelli. Erano circa le nove e venti del mattino ... pochi lettori svegli sulle poltrone di pelle. Ho guardato con orrore i loro libri di Fabio Volo, stretti fra il pollice, il medio e l'anulare, e ho compatito le loro povere menti martoriate dal qualunquismo dozzinale di quelle pagine. Capisco le letture leggere, ma certi libri (e sto facendo un delitto associando questa parola a Fabio Volo, mea culpa) andrebbero bruciati come consiglia il buon Bradbury.*
Sto divagando.
Cerca di qua e cerca di là ma niente. Volevo tornare da Asimov, ma i suoi libri non sono da intermezzo, tutt'altro: ti risucchiano il tempo e le forze più di un esame universitario e dopo ti senti svuotato con la voglia di vivere in un mondo fantascientifico ed avere un robot come amico.
Quindi, amico russo, non è il tuo turno.
Ancora niente per venti minuti. Avevo pure preso in considerazione di comprare un altro libro di Niemirovsky, ma finché non avrò letto Suite Francese non lo farò. Mi sentirei in colpa.
Che fare?
Improvvisamente incrocio lo sguardo di un caro conoscente inglese.
Nick Hornby.
Il nostro primo e ultimo incontro è avvenuto sulla carta di Febbre a 90°, ben scritto ma totalmente concentrato sul calcio e le squadre inglesi. Mi sono fatta una cultura sui risultati delle partite dalla fine degli anni 70 agli anni novanta. Quindi capite che tutto ciò non ha destato il mio interesse e, soprattutto, mi ha allontanata da lui.
Nick, fra noi non può funzionare.
Ma, come con la gente, concedo sempre una seconda, a volte anche una terza e perché no una quarta, possibilità. Quindi mi sono messa alla ricerca di un titolo interessante.
Sapevo che Hornby non è proprio una lettura da intermezzo, ma qualcosa mi suggeriva di lasciar perdere i miei cavilli mentali e leggere quel che cacchio sentivo di voler leggere.
Alta Fedeltà? Giammai! Per principio! Chi dice di essere un amante di Hornby nove volte su dieci ha letto solo Alta Fedeltà.
Dunque... copertina rossa a ore dodici ...
Tre sagome in caduta libera ...
Non buttiamoci giù.
Mi stai prendendo in giro o vuoi darmi un consiglio?
Leggo il retro della copertina e i miei occhi si aprono in un'espressione di stupore.
Dopo quello che è successo (o non è successo) ieri sera, mi ritrovo fra le mani un romanzo che straripa humor inglese e mi spinge a pensare che le cose non stanno andando poi così di merda. Dovrei quindi lasciare che gli eventi prendano il suo corso senza darci troppo peso, nonostante il mio piccolo cuoricino sia fin troppo martoriato da un silenzio tombale interrotto solo da qualche saluto imbarazzato?
E chi è che me lo sta dicendo?
Un libro rosso sangue trovato per caso, in una mattina d'ottobre primaverile, sullo scaffale centrale della Feltrinelli.
Ancora una volta ho voluto pensare che le cose non succedono per caso e che ogni tanto il Fato ci mette lo zampino ... ne sanno qualcosa le eroine di Euripide ed Eschilo.
Ho cominciato a leggerlo e in un paio d'ore sono arrivata a leggere quasi un quarto del libro. Non mi succedeva da tantissimo tempo.
Forse sono sono spinta dalla convinzione che quello sia un segnale.
Forse sono davvero duttile e malleabile da lasciarmi convincere da stupidi luoghi comuni come il destino che ci manda segnali.
O forse Nick Hornby scrive semplicemente da Dio e, questa volta, ha azzeccato anche la storia e non solo lo stile.
Bene Nick, riprendiamo questo flirt ironico e sensuale.
*per favore, capite il mio sarcasmo.
Dovevo completare una saga fantascientifica, ma ho deciso di prendermi una pausa di riflessione. Non sono più psicologicamente preparata a leggere una serie di libri tutta d'un fiato dai tempi di Harry Potter. La mia povera mente duttile e malleabile viene assorbita dagli universi fantastici della carta stampata, tanto da sentirsi fin troppo coinvolta emotivamente, quindi ho bisogno di qualche libro leggero da intermezzo fra un tomo e l'altro.
Ultimamente mi ero dedicata ai tascabili da 0.99 cent della Newton Compton (hanno dei traduttori davvero inetti, ma capitemi, i denari soppochi). Ho comprato Bulgakov, Seneca e Lovecraft (tanto amore!).
Anyway, stamattina mi sono spostata dal paesello rurale alla città per l'uni e, avendo un po' di tempo libero prima di gettarmi nello studio matto e disperatissimo, ho deciso di recarmi alla Feltrinelli. Erano circa le nove e venti del mattino ... pochi lettori svegli sulle poltrone di pelle. Ho guardato con orrore i loro libri di Fabio Volo, stretti fra il pollice, il medio e l'anulare, e ho compatito le loro povere menti martoriate dal qualunquismo dozzinale di quelle pagine. Capisco le letture leggere, ma certi libri (e sto facendo un delitto associando questa parola a Fabio Volo, mea culpa) andrebbero bruciati come consiglia il buon Bradbury.*
Sto divagando.
Cerca di qua e cerca di là ma niente. Volevo tornare da Asimov, ma i suoi libri non sono da intermezzo, tutt'altro: ti risucchiano il tempo e le forze più di un esame universitario e dopo ti senti svuotato con la voglia di vivere in un mondo fantascientifico ed avere un robot come amico.
Quindi, amico russo, non è il tuo turno.
Ancora niente per venti minuti. Avevo pure preso in considerazione di comprare un altro libro di Niemirovsky, ma finché non avrò letto Suite Francese non lo farò. Mi sentirei in colpa.
Che fare?
Improvvisamente incrocio lo sguardo di un caro conoscente inglese.
Nick Hornby.
Il nostro primo e ultimo incontro è avvenuto sulla carta di Febbre a 90°, ben scritto ma totalmente concentrato sul calcio e le squadre inglesi. Mi sono fatta una cultura sui risultati delle partite dalla fine degli anni 70 agli anni novanta. Quindi capite che tutto ciò non ha destato il mio interesse e, soprattutto, mi ha allontanata da lui.
Nick, fra noi non può funzionare.
Ma, come con la gente, concedo sempre una seconda, a volte anche una terza e perché no una quarta, possibilità. Quindi mi sono messa alla ricerca di un titolo interessante.
Sapevo che Hornby non è proprio una lettura da intermezzo, ma qualcosa mi suggeriva di lasciar perdere i miei cavilli mentali e leggere quel che cacchio sentivo di voler leggere.
Alta Fedeltà? Giammai! Per principio! Chi dice di essere un amante di Hornby nove volte su dieci ha letto solo Alta Fedeltà.
Dunque... copertina rossa a ore dodici ...
Tre sagome in caduta libera ...
Non buttiamoci giù.
Mi stai prendendo in giro o vuoi darmi un consiglio?
Leggo il retro della copertina e i miei occhi si aprono in un'espressione di stupore.
Dopo quello che è successo (o non è successo) ieri sera, mi ritrovo fra le mani un romanzo che straripa humor inglese e mi spinge a pensare che le cose non stanno andando poi così di merda. Dovrei quindi lasciare che gli eventi prendano il suo corso senza darci troppo peso, nonostante il mio piccolo cuoricino sia fin troppo martoriato da un silenzio tombale interrotto solo da qualche saluto imbarazzato?
E chi è che me lo sta dicendo?
Un libro rosso sangue trovato per caso, in una mattina d'ottobre primaverile, sullo scaffale centrale della Feltrinelli.
Ancora una volta ho voluto pensare che le cose non succedono per caso e che ogni tanto il Fato ci mette lo zampino ... ne sanno qualcosa le eroine di Euripide ed Eschilo.
Ho cominciato a leggerlo e in un paio d'ore sono arrivata a leggere quasi un quarto del libro. Non mi succedeva da tantissimo tempo.
Forse sono sono spinta dalla convinzione che quello sia un segnale.
Forse sono davvero duttile e malleabile da lasciarmi convincere da stupidi luoghi comuni come il destino che ci manda segnali.
O forse Nick Hornby scrive semplicemente da Dio e, questa volta, ha azzeccato anche la storia e non solo lo stile.
Bene Nick, riprendiamo questo flirt ironico e sensuale.
*per favore, capite il mio sarcasmo.
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