sabato 31 maggio 2014

Il rumore del vetro sotto i tacchi

Fine maggio color nuvola. Ho sentito vagamente il calore del sole, ma non quello che sto aspettando dallo scorso giugno. L'estate passata ero in Polonia e lì il sole è più pallido, più tetro di quello che brucia sulle mie pietre murgiane.
Ti prego torna da me ... 

Aspetto il calore perché il mio cuore è in un cellophane di brina, perché ho sentito di nuovo il rumore del vetro sotto i tacchi. Avete presente quando siete già feriti, scalfiti dai colpi decisi delle piccole e grandi sventure e vi arrivano altri colpi che non fanno altro che affondarvi? In quel momento io sento nelle orecchie il cristallino rumore di vetri.
Mi è capitato alle due del mattino, con lui ...
Bel ragazzo dai capelli fantastici, basta con i tuoi demoni. I miei sono abbastanza. 
Ormai ho preso atto del fatto che non può non piacermi nessuno, mi sono arresa all'evidenza della mia passione per la seduzione e il gioco serio del flirt. Però non riesco ancor a fermarmi poco prima del confine che mi porta alla rabbia e al dolore inutile, quello che non ti fa dormire nonostante ci siano sicuramente cose molto più gravi di cui preoccuparsi.

Lì sento il rumore del vetro sotto i tacchi.

L'ho sentito anche due giorni fa, durante quel concerto improvvisato...
Eravamo io, la voce e Mi alla chitarra.

Silenzio ... le prime note erano mie, come gran parte delle battute della canzone.
Ed ecco, sbaglio.
Era un FA non un LA, porca puttana!
Poi mi sono rialzata, ricomincio daccapo e vado fluida nel giro di accordi, ma sento ancora quel rumore soffocato dalla mia bravura appena riemersa. I cocci si muovono nel mio cervello come se fossero mescolati dalla mano di Pantagruel e mentre suono le lacrime scendono.
"Nessuno si è accorto dell'errore" mi dice Mi cercando di fermare la cascata di rabbia.
Sì, ma io mi sono accorta del vetro...
... il vetro nella mia testa che continua a infrangersi sotto i piedi. In quel momento stavano saltando, cazzo!

In quell'occasione c'è stato un lieto fine:
il fatto di aver capito che non era così male e che la musica non è morta sotto le mie dita, che posso farcela e che mai mi fermerò sulla tastiera del mio piano d'ebano. Alla fine ho sorriso, pianto e sorriso.

E ora aspetto questo lieto fine ...
... aspetto di dimenticarti o che tu dimentichi ciò che pensi di tutta questa storia sia tragica sia demenziale ...

O semplicemente scivolerai nel dimenticatoio e la tua distanza non sarà più un problema per me. Ci sarà un nuovo taglio di capelli, una nuova risata o una nuova parlantina a farmi ribollire il sangue di gioia o a spezzarmi l'aorta.

Aspetto la fine.
O l'inizio.

lunedì 5 maggio 2014

I tunnel della tristezza che spingono l'ispirazione

3 giorni di Comicon a Napoli e poi ritorno alla realtà....

...me li sono mangiati esattamente come ho ingurgitato la torta al Maid Cafè (che faceva veramente schifo, ma le maid erano carine). 

E poi cosa ho fatto?

Una passata di spugna nella mia vita sentimentale. L'ennesima. Questa volta ci ho messo 5 mesi per accorgermi che consideravo quello che mi stava accanto solo come una compagnia e non come un compagno. Beh, sono passi in avanti ... 

Cottina per un altro? Inevitabile.
Vuoi farci qualcosa? No... adesso cerco solo di annegare nella solitudine e di completare il processo di congelamento del mio cuoricino che da vittima si è fatto carnefice. Eheh, ogni tanto i ruoli si cambiano, ma fare il boia non è sempre così divertente, né si recupera tutto in un batter d'occhio. I pezzi li ha persi anche chi ha tagliato a pezzi l'altro e quindi la gente dovrebbe smetterla di ergersi a giudice e schierarsi sempre dalla parte del toro.
Proprio non riesco a capire perché il massimo dell'ispirazione arriva solo quando si tocca il fondo o si passeggia nelle proprie intime fogne. Forse perché il buio ispira, o forse perché siamo cresciuti guardando troppo Lady Oscar e Dolce Remì: abbiamo lo psicodramma nelle vene.
Il guaio è che mi piace, la tristezza è un'ottima alternativa all'apatia che ho provato di recente. Almeno annebbio la mia vista con le lacrime anziché guardare un punto senza neanche sentire i passi dei miei vicini. 

Comunque, andiamo avanti con i facts.
Sono andata avanti con gli esami e ho intenzione di ricominciare ad estrinsecare le mie doti recitative. Pare proprio che entrerò in una compagnia amatoriale, il che non mi dispiace perché il teatro mi mancava come mi potrebbe mancare un dito e devo occupare un po' di tempo ... 
...se non sono strapiena di impegni e di studio non sono mai contenta. 
Autolesionismo anche nelle abitudini. YEAH!

Alla fiera c'erano tanti invitanti gadget, ma essendo sprovvista di moneta ho dovuto rinunciare. Ricordo ancora quella splendida maglia con il TARDIS di Doctor Who :'( se ci penso mi tremano ancora le gambe. Poi mi sono imbambolata a fissare le cosplayers e a piangere sangue per la loro pazienza nel creare quella magnificenza di abiti *.* inutile dirvi che ho cominciato a progettare mentalmente un costume per il prossimo anno. Farà ovviamente schifo, ma ci avrò provato!
Ah, immancabili le donzelle che molto probabilmente credevano di dover partecipare alle audizioni per un film porno a tema Final Fantasy. Complimenti, siete sempre il mio bersaglio preferito!

Poi c'era lui *.*
Leon S. Kennedy.
A parte l'accento evidentemente partenopeo, era esattamente identico al mio sex symbol videoludico.
Ed è con una sua foto che vi abbandono e vo a nutrirmi.

Ah, vorrei esser fatta di pixel!

A breve posterò qualche fotina per i pochi followers :)
Saluto comunque la mia adorabile Catia che spero mi segua ancora. 


xoxoxo


martedì 15 aprile 2014

Tranquillo cocco, non ti lascio stare.

Caro spazio cybernetico reso inutile dalla Svet (=blog)
è un po' che non ti aggiorno e i miei post si fanno sempre più rari, ma ciò non vuol dire che ho intenzione di abbandonarti come un chiwawa in autostrada. Semplicemente ho tanta ironia in corpo e pochi argomeni.

O meglio...
... gli argomenti ci sono ma finirei per ammorbare tutti con la solita serie di sfortunati eventi che forse a Lemony Snicket sarebbero piaciuti, ma ora come ora non sono abbastanza "di peso" da poter scrivere un post pregno di paturnie e destare totale interesse e anche compassione.

Cosa faccio quindi?

Sproloquio, perché mi diverto.
Mi sento un computer con il serio bisogno di essere formattato.
Ho troppi troyan nel cervello, per favore datemi un antivirus!
Il mio antivirus è proprio lo sproloquio selvaggio, che sia su carta, che sia su blog o sulla pelle sventurata di un'amica (come la cara Nu o Fleur). Scarico tutte le parole come rifiuti tossici, mi svuoto e parto all'analisi di ciò che ho rimesso sul tavolo. Provo a mettere in ordine i concetti per farne un discorso banalmente riuscito e poi posso dire di aver cominciato a fare\dire qualcosa di concreto e interessante.

Davvero, oggi non ci riesco a fare l'intellettuale.
Ho già sprecato tutte le  mie cartucce ieri sera, parlando de "La Grande Bellezza" con un tipo con un cappotto orrendo e con un amore per David Lynch (oh really?) il quale ha osato sminuire i miei commenti negativi sul suddetto filmone-pompato-dall'Oscar.

Oh certo... (affermazione da 13enne rosicona fra 3...2...1...)
... ha parlato colui che si masturba guardando L'Esercito delle 12 Scimmie e lo osanna (probabilmente senza aver capito una leppa) tanto per fare il critico poraccio della situazione (ci ho provato a non essere volgare, ma proprio non mi riesce).
Ma basta eh! La Grande Bellezza per me è un film sopravvalutato. Punto. Stop. Non cercate di farmi capire che sono una testa di cazzo, perché continuerò a dire che non mi piace. Voglio fare quella poco mainstream? Può essere, fatto sta che Sorrentino non ha fatto un film ma una paraculata. No, non cambio idea! Quindi è inutile che mi inseguite con i forconi manco fossi il mostro di Frankestein.
State perdendo tempo e neuroni, dolci millantatori.

Non c'è niente da fare. Non smetterò mai di odiare la gente che parla tanto per smerdare il prossimo suo senza neanche una vera opinione sull'argomento.
Mi piace [perché tutti dicono che è bello e\o perché voglio fare il bastian contrario]e tu sei stupida, brutta e culona.
Sono un po' permalosa lo so, ma proprio non riesco a ignorare certi travasi di idiozia.

Beh dai, vi abbandono.

No, ho studiato troppo...
Torno a fare la nerd su Dead Space.

giovedì 20 marzo 2014

Items 1# + Chiacchiericcio

Ricomincio a cinguettare nel preludio di primavera dopo un'assenza un po' più lunga del normale. Non sono diventata famosa, né mi hanno rapita i rettiliani per ingravidarmi e creare una razza superiore, avevo semplicemente pochissime cose da dire ed è molto meglio star zitti piuttosto che fare figure da cioccolataia professionista. 

Come va cyberspazio? 

Io oggi ho deciso di scopiazzare una piccola rubrica da un altro blog (assolutamente più famoso del mio che è solo uno spazio imbrattato dalle paturnie). 

Benvenuti su Items #
Vi parlerò di... cose. 
Ma non ci trituri già gli apparati da più di 6 mesi con le tue "cose"?
E' vero, ma forse dedicare una rubrica a delle cose mi aiuterà a rimetterle un po' in ordine nel mio spazio e nella mia testa.
Bando alle critiche e alle spiegazioni e cominciamo!

n°1: Ratman
Ratman. Non so se l'ho solo accennato o vi ho spaccato le palle esattamente come ho fatto con molti dei miei amici non ancora toccati dall'irresistibile ratto giallo, con delle parabole sky per orecchie e la battuta (idiota) sempre pronta. 
Vorrei parlarvene evitando frasi tipo "Mi ha cambiato la vita", che solitamente si dicono sospirando dopo aver letto Siddartha (bellino, ma siccome sono arida nell'animo non ho visto nessuna luce in fondo al tunnel grazie a esso) ed esaltando il grande genio del buon Leo Ortolani. 
Ratman risponde a una domanda:
Qual è la ricetta del perfetto fumetto comico? Disegni buffi e a volte minimali, tante storie funzionanti e tutte le sfumature dell'umorismo, da quello sagace e sarcastico alla battuta idiota che direbbe il buffone di comitiva prima di essere preso a martellate sul muso dal resto del gruppo. L'universo di Ratman non ha una trama troppo lineare (vade retro piattume!), è folle, godibilissimo e può davvero risollevare il morale di qualsiasi musone cronico e\o occasionale (come la sottoscritta) grazie alla perfetta ricetta dell'humor di zio Leo. Parodie e citazioni si sprecano in tutti gli albi dalle più sputtanate a quelle più sottili e "ricercate"(credo di essere stata fra le poche persone a cogliere la citazione del film di Ed Wood "Gelnn & Glenda"). Insomma, dovete leggerlo. Non mi va nemmeno di convincervi perché tanto so che prima o poi ve ne innamorerete e mi ringrazierete.
Avanti, sono solo 2 o 3 euro sottratti ai vostri aperitivi domenicali.

n°2: Il braccialetto de "I Doni della Morte" 
Il mio è un po' diverso ma egualmente figo
Io faccio parte di quella generazione che ha subito quell'ondata fantasy, più o meno attiva fra il 2001 e il 2005, e ne è rimasta profondamente segnata. In quegli anni ci furono moltissime trasposizione cinematografiche di romanzi fantasy: il pomposo Signore degli anelli, Le Cronache di Narnia, Eragon, Lemony Snicket che non si è cagato nessuno tranne me e i parenti degli autori e attori del film, e dulcis in fundo il mio adorato Harry Potter. Se la fantasia delle altre ragazzine era,all'epoca, costellata dalle botulinate Bratz, la mia era occupata da ingombranti Ippogrifi di mitologica memoria e maghetti traumatizzati da stregoni tanto cattivi e con genitori tanto ma tanto morti. Già assidua lettrice dei libri (sì, mi vanto di essere fra i pochi che leggevano i libri del maghetto british molto prima dell'uscita del primo film) Harry Potter e la pietra filosofale mi ha destinata a una vita di fantasticherie frivole e di avventure molto sopra le righe. La saga non era un percorso di formazione, ma pura e semplice fantasia in carta e inchiostro.
In quegli anni, noi poveri amanti di maghetti occhialuti, elfi, anelli che fanno impazzire gli hobbit e di tutto il fantasy, venivamo additati come se fossimo degli eretici da mandare al rogo.
Insomma, leggere fantasy era da sfigati.
Tutto è cambiato negli ultimi anni. Inspiegabilmente, in una notte d'inverno, il Consiglio Segreto delle Mode Fatte Col Culo ha deciso che ora essere nerd è figo (maledetto The Big Bang Theory!), che essere hipster è figo e che (fare finta di) leggere fantasy è davvero troppo figo!
Gli stessi che denigravano noi poveri puristi adesso sono diventati ciò che insultavano.
Ma tutte le mode hanno il loro lato positivo: i gadget!
Quando Harry Potter non era cool nel mio territorio, i gadget in circolazione erano veramente pochi. Adesso i negozi on line e non hanno spazio e pixel da occupare con qualsiasi cosa che possa avere a che fare con i nostri beniamini. E finalmente arriviamo al punto (quanto chiacchieri Svet!):
è arrivato finalmente il mitico braccialetto in cuoio de "I Doni della Morte"! (il 7mo libro di Harry Potter)
Adesso è qui sul mio polso destro e lo porto in giro orgogliosa esattamente come avrei fatto a 15 anni. Ha un design molto carino e poco pacchiano.
Un gioiello da Tiffany? Prrr!
Harry Potter, I still love you!

mercoledì 5 marzo 2014

Non toccate il Santo Graal!

Buon pomeriggio!
Le nuvole si aprono, i fiori si colorano e lontano lontano si sente l'odorino delle pietre calde in primavera. Non vi nascondo che non vedo l'ora di denudare le mie carni ed esporle alla luce di un sole più caldo perché mi sono un po' stufata di quest'aria gelida. Purtroppo la meteoropatia non mi ha dato tregua quest'anno.

Credo che questo sarà un post piuttosto breve ... 
Non avevo molta voglia di scrivere ma ho forzato le mie dita sulla tastiera per due motivi:

1) Anche se mi seguono in pochi, non voglio abbandonare questo mio piccolo angolino. Questo blog merita rispetto, cribbio! Poi scrivere mi aiuta a sfogare tutte le mie paturnie e mi spinge a metter per iscritto delle riflessioni più o meno sensate, che a volte non riesco a dire a voce per codardia.

2) Ultimamente mi sono autoconvinta che spesso iniziare a scrivere anche senza idee può essere positivo per trovare la giusta ispirazione (sembra un ossimoro, ma ci credo veramente). Magari parola dopo parola mi verrà un'idea geniale e potrò finalmente abbracciare il tanto agognato premio Pulitzer (sogna Svet, sogna!)

Ma andiamo avanti.

Recentemente ho postato su FacciaLibbro una riflessione farlocca su "La Grande Bellezza": io faccio parte di quel 65% di italiani che stanno mettendo alla gogna Sorrentino. 
Io ritengo che spesso il premio Oscar venga affidato già da molto tempo con poco criterio (ho sentito addirittura che la giuria quest'anno poteva anche NON vedere i film in concorso... un po' come dire "Cacchio adoro le ostriche, ma non le ho mai mangiate"), ma "La Grande Bellezza" a mio parere non meritava nemmeno di essere in concorso. E' un film godibile, ma assolutamente pretenzioso e con punte anche parecchio trash! Poi, caro Sorrentino, dici che il tuo ispiratore è Fellini e poi ti fai produrre da zio Berlusconi? Viva la coerenza!* 
Ma veniamo al punto.
Dopo aver postato la mia riflessione sul caro social network, ho ricevuto diversi commenti e, ovviamente, c'era chi concordava e chi no. Tutto regolare, no? Peccato che sono stata trascinata in una discussione feroce, composta da gente saccente pronta a smontare e addirittura insultare chi non la pensava come loro. "Dici che fa schifo? Ma allora non capisci un cazzo!" oppure "Quando diventerai un critico cinematografico potrai parlare, per ora taci!" ecc. ecc. 
Li ho immaginati agitarsi sulla sedia di fronte al computer, con i capelli sparati, il pigiama sporco di yoghurt e una faccia deformata in un'espressione di profondo disgusto (forse causata dall'acidità dello yoghurt?). Io adoro le discussioni animate e amo confrontarmi con chi non la pensa come me, anzi più il loro pensiero discorda con il mio più affilo la lingua. Tutto ciò però deve muoversi nei limiti del rispetto. 

Dai, non vi sto mica uccidendo la nonna mettendole della cicuta nella pastiera! Ho per caso fatto la cacca su un'opera di Lucio Fontana? Il mio gatto vi ha mangiato le scarpe da tennis? Mi dispiace non essere fra gli adoratori del vostro Santo Graal, ma agitarsi così non serve a nulla. 
Mi è capitato un fantastiglione di volte di ritrovarmi in una discussione del genere e tutte le volte cado dal pero. Tutti giochiamo a fare i Sapientini e tutti vorremmo prenderci a schiaffi perché siamo tutti dei Sapientini. Perché? 
Perché deve vincere il Super Sapientino di VI livello!!! 
Anche nelle conversazioni sul cinema (o su un altro argomento pseudoculturale) vige la legge del più forte, ma più che una lotta per la gloria mi sembra una gara a chi ce l'ha più lungo. 

Dai ragazzi, siete viola come Twinky-Winky! Datevi una calmata!

P.S. Tornando alla straordinaria-opera-che-nessuno-deve-toccare-perché-havvintolloscar, vorrei dire che il vostro adorato film per me è semplicemente una paraculata.Sorrentino ha girato "La Grande Belelzza" per il pubblico americano solleticando il palato grossolano del popolo più faigo del mondo. E'  un film pomposo, pieno di tutto e di niente, con messaggi solo accennati e immagini già viste.
Per farvi capire è un po' come il McDonald's: i panini sono chimici, grassi e pieni di tutto ma poco nutrienti e spesso fanno male. Ogni tanto si possono anche ingurgitare, ma abusarne ti porta all'obesità.
Gli USA sono la patria del McDonald's.

La Grande Bellezza è il McDonald's del cinema.
Gli USA amano la Grande Bellezza. 

Uguale... 
OSCAR! 

[Dopo questa potete internarmi]

venerdì 21 febbraio 2014

Sproloqui + Buoni propositi (non ancora) andati a male [Part 2]

L'osservatorio spaziale Svet vi augura buonpomeriggio.
Si prega di allacciare le cinture e subire passivamente gli sproloqui della blogger-sfigata. 


Spasibo!

Ma ciao a tutti, soprattutto a quelli che sono incappati per la prima volta in questo blog dalla grafica pessima. Prima o poi la sistemerò, giuro!
Non aspettatevi nulla di super figo o sagace, semplicemente parlo. Sta a voi decidere che cosa sono: una donna dal delizioso sarcasmo e dalla scrittura piacevole? O una depressa che pretende attenzioni? (le due cose possono anche andare a braccetto).

Un attimo, devo trovare la musica giusta ...
Sì, sono una di quelle hipster che deve ostentare il suo smisurato ammmorrre per la musica. 

Yeah Yeah Yeahs 

Per la precisione sto ascoltando Pin dall'album Fever to Tell. Provo un amore smisurato per gli YYYs. Sono uno di quei gruppi di "nicchia", risultato di un melange di generi alla rinfusa, dannatamente eccentrici ed eccessivamente bravi, nonostante non siano dei portatori di tecniche musicali innovative. Karen O è decisamente divina: voce lamentosa e melodiosa, look sporco, androgino e assolutamente eccessivo. 
Non so perché tutto a un tratto sono diventata una critica musicale di provincia ... Boh ...
I miei sono sproloqui senza pretese e ho notato che ultimamente vanno molto di moda nel web. A tutti piace parlare ma non tutti sanno parlare delle cose giuste.
Per esempio, sono sicura che avrei molto più lettori se mi trasformassi improvvisamente in una fashion blogger, magari dallo stile molto indie, dall'aria pretenziosa ma sempre pronta a ribadire la propria invisibile umiltà con frasi tipo: 

"Ok ammetto di non essere una brava [aggiungiqualsiasiattivitàesistente], ma credo di essere una delle migliori. Senza togliere nulla agli altri!"

Seriously? 
Anyway, non posso fare la fashion blogger perché mi vesto di merda e non ho abbastanza soldi per svaligiare il negozio di Prada in Via Sparano. 
Però devo ammettere che mi piace molto sbirciare il profilo Instagram delle sedicenti fashio blogger. Forse cerco ispirazione o forse mi piace criticare chi si veste peggio di me.
Non ho le idee molto chiare in questo post ...
Prima di iniziare avevo un'idea ben precisa di quello che avrei dovuto scrivere, ma ora come ora mi sono impigliata nelle mie stesse parole. Mi sento un gatto impegnato a togliersi i fili di lana dalle unghie. Una sensazione tremenda, anche peggio delle paturnie periodiche che puntualmente mi affliggono. 

Una cosa sensata da dire c'è. Ho deciso di darmi degli ordini e (tenetevi forte) di rispettarli. Senza troppi giri di parole vi faccio una lista così la chiudiamo subito (e così mi autoconvinco che posso farli):
- sarò più costante con il pianoforte.
Ultimamente mi sono trovata troppe scuse per non suonare. E' qualcosa che mi piace e mi sono leggermente rotta di nascondermi dietro un dito. La verità è che la paura di fallire e il troppo confronto con gli altri, mi stavano mangiando la carne e il talento, quindi tanto vale dare un calcio a tutto e riprendere il mio quotidiano doremifasol. 

- criticherò meno il prossimo e farò meno sarcasmo (ok, non ce la posso fare).
Facciamo che smetterò di criticare quando mi rode. Ok?

- smetterò di impormi letture che mi fanno schifo
Non so se reggerò... The Dubliners di Zio James Joyce mi sta pesando sul cuore in una maniera inaspettata. I primi racconti sono stati i miei migliori compagni di viaggio in treno, ma ora provo un'inspiegabile repulsione nel leggerli. Credo di avere bisogno di mettere in pausa la lettura... mi succede spesso con i racconti. Per me sono come dei piccoli e splendidi cortometraggi che potrebbero essere benissimo sviluppati in più di qualche riga. Diventano dei riassunti che lasciano l'amaro in bocca e un grosso "E adesso?" sulla lingua. 
James, devi aspettare. Ritorno da te Mr Hornby. 
Ho cercato di resisterti, di fare quella poco mainstream, di non cedere alla tua copertina blu elettrico ... ma ho perso ... Cominciamo Alta Fedeltà. 

E con queste parole finisco il mio the alla liquirizia e comincio i preparativi per l'incontro con la mia dama di compagnia Mea. 

Pokà!



sabato 8 febbraio 2014

Rosicare durante un concerto jazz.

Apparentemente i titoli dei miei post non vogliono dir nulla. Sembrano pretenziose frasi da hipster depressa.
In realtà spiegano in qualche parola tutto quello che non voglio dirvi, ma che voglio farvi intendere senza darvi la possibilità di scorazzare troppo nei miei fatti. Mi limito a dare qualche riferimento biografico e poi a parlare in generale, come se la questione mi riguardasse poco.

[Sto parlando come se avessi triglioni di utenti che mi leggono ... beh un po' di illusione non guasta]


Cominciamo?

Rosicare. Mh... parola vagamente onomatopeica ...
Si rosica perché si è meno belli di Jared Leto; perché la tua compagna di corso ha lo smalto della KIKO e tu quello cancerogeno dei cinesi; perché lui ha preso trenta, tu stai lì nel tuo angolino e potresti giurare sui Santi Medici che sicuramente è un raccomandato, ma non vuoi proprio ammettere di aver perso tempo sui social network; perché, semplicemente, c'è chi arriva prima di noi a qualcosa.
Tu non ottieni e senti un bruciore facilmente confondibile con la sindrome premestruale, che durerà molto meno dei 5 giorni rossi, ma che darà molto più fastidio. Solitamente (soprattutto se si è complessati come me) dopo il bruciore arrivano le paturnie.



No ma non me ne frega. Aspetta, perché mi frega? 
Farò finta di niente. Tanto sono loro a fare schifo.
Ok, però se non fosse così?
Se fossi io in difetto?
Non ci sono arrivata, non l'ho ottenuto.
Quindi sono proprio io a essere da meno.
Assolutamente no. E' solo fortuna.



Alla fine risulta tutto inutile. Non siamo arrivati dove volevamo, ci è arrivato qualcun altra\o prima di noi e in questo momento si sta spupazzando l'agognato trofeo proprio sotto i nostri occhi impotenti o dietro le spalle pugnalate, a seconda della drammaticità della situazione. 

In the end, si rosica.
Negare l'evidenza, dire che non ce ne frega un tubo è totalmente inutile. Possiamo farcelo ripetere da amici, fidanzati e relativi vari, ma quella R di "rosicare" gratterà sempre di più nel nostro stomaco. Quando poi l'oggetto perduto del desiderio è facilmente collegabile alle relazioni e alle paturnie da "sentimenti", il suono è davvero insistente e insopportabile, quasi come se volesse diventare il protagonista del nostro campo uditivo e (spesso) visivo. 

In certe situazioni come si fa a mettere da parte la voglia di picchiare infanti per sfogare la nostra frustrazione? Non posso mica iscrivermi a un corso di salsa&merengue solo per dimenticare una delusione sentimentale. Far fuori la Bocca di Rosa che mi ha sottratto l'osso non è legalmente appropriato, anche se il desiderio di avvelenare il suo aperitivo con un infuso di mandorle amare non sarebbe male. 
Ma voglio arrivare subito al punto della questione. Dopo tutto questo pensare e rosicare, dopo tutte le matite spezzate e dopo tutte le occhiatacce intimidatorie, dov'è finito il nostro "oggetto".
O meglio, il nostro oggetto è diventato solo un oggetto! La voglia di sconfiggere ha ridotto la dignità del nostro obiettivo a quella di una pacchiana bomboniera di un matrimonio partenopeo organizzato da Real Time.
Esattamente come al nostro uomo (sì, perché qui si parla di relazioni. Sono proprio una donnetta da romanzo Harmony!) non frega un cazzo di noi, a noi non frega un cazzo di lui. E' la voglia di far pipì su un territorio non nostro, di piazzare la nostra bandierina di Risiko sul Kamchatka e osservare trionfanti i nostri ex-compagni di gioco ora acerrimi nemici, che muove la nostra battaglia.
Qualora dovessimo battere l'altro avremo la gloria, ma dopo niente, perché non ci frega niente.
In caso contrario rosicheremo, che durerà molto più della gloria. In ogni caso dopo domina il niente.
Ci si guarda indietro e si incontrano le teste dei compagni morti. Noi abbiamo una medaglia oppure no, ma siamo comunque da soli.  

Morale della favola? Direi di non perderci troppo tempo. Il deretano ci pruderà per un po', ma dargli poca importanza potrebbe alleviare il fastidio rapidamente. Non è escluso che si ripresenti, ma forse saremo più allenati di prima a ricevere il colpo e a dire "Who cares?". Personalmente il mio metodo è incazzarmi tanto e poi distrarmi con qualche telefilm british oppure con i miei compagni di sventure. 

Potrei annoiarmi talmente tanto da dimenticare di aver perso una bomboniera orribile.